a cura di Luca Aimeri
L’espressione film noir fu coniata dalla critica cinematografica francese alla fine della seconda guerra mondiale, quando in Francia furono distribuiti i film statunitensi girati negli anni ’40. Il periodo d’oro di questo genere va dal 1941 -anno de Il mistero del falco- al 1958 (L’infernale Quinlan di Orson Welles). Il noir americano ha, tra gli sceneggiatori, i più importanti scrittori americani come Hammet e Chandler e, al di là del plot, presenta uno spaccato della società americana utile come trattato sociologico. Gli stessi autori da Hawks a Wilder, da Preminger a Lang, seppur molti di loro immigrati europei, erano il meglio che il cinema americano poteva offrire in quegli anni. Nobiltà letteraria e cinematografica quindi, che ci permette di godere la visione di queste opere con la stessa emozione dopo più di sessanta anni dalla loro apparizione sugli schermi. Ma anche in Europa il noir ha avuto pari nobiltà, basti pensare a registi come Malle, Chabrol o Clouzot che hanno realizzato film come Ascensore per il patibolo, A doppia mandata, I Diabolici, ecc. Più recentemente il noir si è spesso mischiato ad altri generi, creando il cosiddetto noir postmoderno (un esempio su tutti, Blade Runner di Ridley Scott).


