La Nouvelle Vague

nouvelle vaguea cura di Renzo Gilodi

Nello scenario molto vasto e differenziato delle nouvelles vagues nazionali di fine anni Cinquanta e inizio anni Sessanta, la Nouvelle Vague francese muta radicalmente sintassi, metodologie e fruizione dell’espressione filmica, operando con entusiasmo innovativo sia nel campo della riflessione estetica e teorica sia in quello delle tecniche, dei materiali di ripresa, dei sistemi di produzione a bassi costi.
Nasce la figura del regista auteur e cinéphile, la precarietà delle condizioni di lavorazione si fa invenzione e stile, lo stile si alza a una morale dell’estetica, cinema e vita si incontrano in un rivelativo intreccio etico-generazionale ed esistenziale.
Ha detto Jean-Luc Godard: «Abbiamo amato il cinema prima di amare la vita, prima di amare le donne, prima di amare i soldi. Senza amore non c’è cinema. È il cinema che mi ha fatto scoprire la vita».

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